Industria 4.0

Piano Transizione 5.0 vs 4.0: Cosa Cambia con il DL 39/2024

Il Piano Transizione 5.0 (DL 39/2024) introduce l'abbinamento green agli incentivi Industria 4.0 con maggiorazioni fino al 220%. Vediamo le differenze rispetto al 4.0, i requisiti per la riduzione consumi energetici, le soglie di incentivo e come accedere al beneficio.

Ingenia 26 April 2026
Piano Transizione 5.0 vs 4.0: Cosa Cambia con il DL 39/2024

Il Piano Transizione 5.0 introdotto dal DL 39/2024 (convertito con modifiche dalla Legge 56/2024) è la principale evoluzione delle agevolazioni fiscali italiane per gli investimenti industriali innovativi. Affiancando — non sostituendo — il precedente Piano Transizione 4.0, il 5.0 introduce un nuovo asse di valutazione: il contributo dell'investimento alla riduzione dei consumi energetici. Vediamo nel dettaglio cosa cambia, quali sono i requisiti e quando conviene puntare al 5.0 rispetto al 4.0.

Da Industria 4.0 a Industria 5.0: cosa cambia nel paradigma

Industria 4.0, con il Piano Calenda del 2017, ha posto l'accento su digitalizzazione, automazione e interconnessione: macchinari smart, IoT industriale, cyber-physical systems, big data, robot collaborativi.

Industria 5.0, in linea con la roadmap della Commissione Europea, sposta il baricentro su tre nuovi pilastri:

  • Sostenibilità: riduzione consumi energetici, decarbonizzazione, economia circolare.
  • Centralità della persona: ergonomia, formazione, qualità del lavoro.
  • Resilienza: catene del valore robuste, sicurezza informatica, autonomia strategica.

Il DL 39/2024 traduce questa visione in un meccanismo fiscale concreto: incentivi maggiorati per investimenti 4.0 che riducono in modo certificato i consumi energetici.

I tre scaglioni di incentivo Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 prevede aliquote di credito d'imposta (e dal 2026 di iperammortamento) modulate in funzione della riduzione dei consumi energetici certificata:

Soglia minima — Riduzione 3-5%

  • Aliquota base: 35% per investimenti fino a 2,5 milioni (credito d'imposta 2024-2025).
  • Iperammortamento 2026: maggiorazione 180%.

Soglia intermedia — Riduzione 5-10%

  • Aliquota: 40% sul credito d'imposta.
  • Iperammortamento 2026: maggiorazione 200%.

Soglia massima — Riduzione ≥ 10%

  • Aliquota: 45% sul credito d'imposta.
  • Iperammortamento 2026: maggiorazione 220%.

Le aliquote sono significativamente più alte rispetto al Piano 4.0 standard (20%/10%/5%). Il "premio green" può raddoppiare o triplicare il beneficio fiscale a parità di investimento.

Come si calcola la riduzione dei consumi

La riduzione dei consumi energetici si misura confrontando:

  • Stato pre-investimento: consumo energetico annuale del processo o dell'unità produttiva nei 12 mesi precedenti.
  • Stato post-investimento: consumo energetico annuale dopo l'introduzione del bene 4.0.

La differenza in valore percentuale determina lo scaglione di incentivo. Sono ammessi due perimetri di calcolo:

  • Processo: consumo specifico del processo produttivo interessato dall'investimento (es. linea di confezionamento).
  • Unità produttiva: consumo complessivo dello stabilimento.

La scelta tra processo e unità produttiva è strategica: il calcolo "per processo" è più semplice ma le riduzioni assolute sono più piccole; il calcolo "per unità produttiva" può sfruttare interventi correlati (illuminazione, climatizzazione, motori inverter) per superare le soglie.

Documentazione richiesta dal Piano 5.0

La documentazione 5.0 si aggiunge a quella già richiesta dal Piano 4.0 (perizia asseverata, autodichiarazione):

Certificazione ex-ante (prima dell'investimento)

Documento redatto da un EGE (Esperto in Gestione dell'Energia) certificato UNI CEI 11339 o da un ESCo (Energy Service Company) certificata UNI CEI 11352 che attesta:

  • Il consumo energetico baseline pre-investimento.
  • Il risparmio energetico atteso post-investimento.
  • Lo scaglione di incentivo prevedibile.

Certificazione ex-post (dopo l'investimento)

Documento dello stesso EGE/ESCo che attesta:

  • Il consumo energetico effettivo post-investimento.
  • La riduzione effettivamente conseguita.
  • La conferma dello scaglione di incentivo applicato.

Verbale energetico continuo

Misurazione continuativa dei consumi energetici della macchina interconnessa, conservata per il periodo di mantenimento dei requisiti. È in pratica una variante "energetica" della storicizzazione 4.0 obbligatoria.

Comunicazioni al GSE

Per accedere agli incentivi Transizione 5.0, l'azienda deve inviare al GSE due comunicazioni:

  1. Comunicazione preventiva — prima dell'investimento, con prenotazione del plafond.
  2. Comunicazione di completamento — dopo l'interconnessione e la certificazione ex-post, con richiesta di erogazione del credito.

L'ordine cronologico delle comunicazioni preventive determina la priorità nell'allocazione dei fondi (fino al loro esaurimento). Per il 2025 il plafond era di 6,3 miliardi di euro, esauriti il 19 luglio 2024 (le comunicazioni preventive sono state oltre 18.000).

4.0 standard o 5.0 green: quando conviene cosa

Conviene il 5.0 quando:

  • L'investimento riduce sostanzialmente i consumi (≥ 5%, idealmente ≥ 10%).
  • Hai accesso a un EGE/ESCo certificato per le perizie energetiche.
  • L'azienda ha già un sistema di monitoraggio dei consumi (multimetri industriali, BMS).
  • L'investimento è importante (> 200K) e il "premio green" del +25-40% di aliquota è significativo.

Conviene il 4.0 standard quando:

  • Il bene è 4.0 ma non riduce significativamente i consumi (es. solo nuova capacità produttiva).
  • L'azienda non ha già un baseline energetico misurabile.
  • I costi della certificazione EGE/ESCo sono sproporzionati rispetto al beneficio (tipico per investimenti sotto i 100K).
  • Si vogliono evitare adempimenti aggiuntivi rispetto alla pratica 4.0 standard.

Misurare i consumi energetici: il vincolo critico

Il Piano Transizione 5.0 richiede misurazione continua dei consumi energetici della macchina o dell'unità produttiva. Senza un sistema di monitoraggio energetico industriale, è impossibile dimostrare la riduzione conseguita.

I device tipici per il monitoraggio energetico sono multimetri industriali Modbus TCP (Carlo Gavazzi, Schneider PowerLogic, Siemens Sentron) che misurano potenza assorbita, energia kWh, fattore di potenza. Si interfacciano con il MES industriale via Modbus TCP, alimentando un report energetico continuo.

PLCinCloud integra nativamente la lettura dei multimetri Modbus (oltre ai PLC standard) e produce automaticamente:

  • Verbale energetico ex-ante ed ex-post utile alla certificazione EGE/ESCo.
  • Storicizzazione continua dei consumi durante il periodo di fruizione del beneficio.
  • Dashboard energetica con kWh per pezzo prodotto, kWh per ora di funzionamento, percentuale di riduzione vs baseline.

L'investimento nel sistema di monitoraggio energetico si ripaga abbondantemente con la differenza di aliquota tra 4.0 standard e 5.0 green: per un investimento di 500.000 €, il passaggio da maggiorazione 180% a 220% genera ~96.000 € di beneficio fiscale aggiuntivo.

Richiedi una valutazione sull'opportunità di abbinare il Piano Transizione 5.0 al tuo prossimo investimento 4.0.

Riferimenti normativi

  • DL 39/2024 convertito con modifiche dalla Legge 56/2024 — Piano Transizione 5.0.
  • Decreto MIMIT 24 luglio 2024 — disposizioni applicative.
  • Circolare GSE sui criteri di certificazione energetica.
  • Norme UNI CEI 11339 (EGE) e UNI CEI 11352 (ESCo) per i certificatori energetici.
  • Legge 232/2016 e successive — base normativa Industria 4.0.

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